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	<title>depressione &#8211; Dott.ssa Elisabetta Stillitano</title>
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	<description>Psicologo Reggio Calabria. Cura Attacchi di Panico - Stress - Ansia - Depressione - Disturbi Ossessivi-Compulsivi - Dipendenze Affettive - Problematiche di coppia - Problematiche correlate a lutti o separazioni.</description>
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		<title>ANSIA: FACCIAMO CHIAREZZA</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Nov 2023 12:57:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In questo articolo proverò a rispondere in maniera più o meno esaustiva a 3 interrogativiche spesso ci si pone di fronte ad una difficoltà di natura ansiosa. SI PUÒ GUARIRE DALL’ANSIA?Numerosi pazienti che soffrono di attacchi di panico riscontrano una guarigione totale inuna percentuale che, secondo alcune ricerche evidenziate dal sito di Humanitas Salute,varia tra il 12% ed il 38%.La maggior parte dei pazienti manifesta una sintomatologia molto attenuata noninvalidante di ansia. Questa parte di pazienti riprende in mano la propria vita gradualmentedurante i percorsi di cure.In alcuni casi possono esserci delle recidive, a volte dovute a cure inadeguate e </p>
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<p>In questo articolo proverò a rispondere in maniera più o meno esaustiva a 3 interrogativi<br>che spesso ci si pone di fronte ad una difficoltà di natura ansiosa.</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img loading="lazy" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" data-layzr="https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2023/11/domanda.jpg" alt="" class="wp-image-1026" width="513" height="328" data-layzr-srcset="https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2023/11/domanda.jpg 960w, https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2023/11/domanda-300x192.jpg 300w, https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2023/11/domanda-768x491.jpg 768w" sizes="(max-width: 513px) 100vw, 513px" /></figure>



<p>SI PUÒ GUARIRE DALL’ANSIA?<br>Numerosi pazienti che soffrono di attacchi di panico riscontrano una guarigione totale in<br>una percentuale che, secondo alcune ricerche evidenziate dal sito di Humanitas Salute,<br>varia tra il 12% ed il 38%.<br>La maggior parte dei pazienti manifesta una sintomatologia molto attenuata non<br>invalidante di ansia. Questa parte di pazienti riprende in mano la propria vita gradualmente<br>durante i percorsi di cure.<br>In alcuni casi possono esserci delle recidive, a volte dovute a cure inadeguate e non<br>corrette altre volte a variabili difficilmente identificabili.<br>E’ importante evidenziare che, ad oggi, quando si curano i disturbi d’ansia e di panico<br>seguendo i protocolli scientifici, il successo è garantito in quasi tutti i casi.&nbsp;<br>La terapia combinata con farmaci e psicoterapia cognitivo-comportamentale risulta il<br>percorso migliore per lavorare su difficoltà di natura ansiosa col fine ultimo di riprendere in<br>mano la propria vita.</p>



<p>QUANTO TEMPO CI VUOLE PER GUARIRE DALL’ANSIA?<br>Non esiste una tempistica univoca entro la quale poter annoverare qualsiasi tipologia di<br>paziente. Alcuni pazienti riscontrano una remissione completa dei sintomi dopo circa 12<br>sedute di psicoterapia, altri riscontrano un miglioramento dei sintomi dopo molti più<br>colloqui. Perché avviene questo? Semplicemente perché le variabili che incidono sulla<br>componente ansiosa sono molteplici e non sempre facilmente riconoscibili. Tra le variabili<br>troviamo, ad esempio, la tempestività nella richiesta di supporto psicoterapico, la<br>motivazione del paziente ad intraprendere il percorso terapeutico, il contesto familiare, i<br>vantaggi secondari inerenti la difficoltà ansiosa ecc.</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img loading="lazy" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" data-layzr="https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2023/11/anxiety-2902575_960_720.jpg" alt="" class="wp-image-1025" width="453" height="289" data-layzr-srcset="https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2023/11/anxiety-2902575_960_720.jpg 960w, https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2023/11/anxiety-2902575_960_720-300x192.jpg 300w, https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2023/11/anxiety-2902575_960_720-768x490.jpg 768w" sizes="(max-width: 453px) 100vw, 453px" /></figure>
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		<title>Conseguenze Psicologiche da Lockdown</title>
		<link>https://www.elisabettastillitano.it/conseguenze-psicologiche-da-lockdown/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Aug 2020 13:28:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Le conseguenze psicologiche dell’isolamento da lockdown pandemico hanno abbracciato tutti noi all’interno di un contesto non certamente facile: il timore per la propria salute e per la salute dei propri cari, la perdita delle personali abitudini di contatto umano e di relazione, le difficoltà economiche successive ad un lungo periodo di stasi forzata, l’incertezza per il futuro che verrà. Tutti noi siamo stati costretti (chi più, chi meno) a restare a casa in attesa che tutto questo potesse finire presto. Ma come ci si può sentire se l’incertezza continua a protrarsi mostrando l’imprevedibilità del momento storico che stiamo vivendo? E, soprattutto, </p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Le conseguenze psicologiche dell’isolamento da lockdown pandemico hanno abbracciato tutti noi all’interno di un contesto non certamente facile: il timore per la propria salute e per la salute dei propri cari, la perdita delle personali abitudini di contatto umano e di relazione, le difficoltà economiche successive ad un lungo periodo di stasi forzata, l’incertezza per il futuro che verrà.</p>



<p>Tutti noi siamo stati costretti (chi più, chi meno) a restare a casa in attesa che tutto questo potesse finire presto. Ma come ci si può sentire se l’incertezza continua a protrarsi mostrando l’imprevedibilità del momento storico che stiamo vivendo?</p>



<p>E, soprattutto, come può essere vissuto tutto questo da un malato ematologico, già da tempo abituato ad un forzamento isolamento a causa della propria condizione di fragilità dettata dal percorso di cure intrapreso?</p>



<h5>Conseguenze Psicologiche da Lockdown, quale stato d&#8217;animo&#8230;</h5>



<div class="wp-block-image is-style-rounded"><figure class="alignright size-large"><img loading="lazy" width="390" height="220" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" data-layzr="https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2020/08/Covid19.jpg" alt="Covid19" class="wp-image-832" data-layzr-srcset="https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2020/08/Covid19.jpg 390w, https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2020/08/Covid19-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 390px) 100vw, 390px" /><figcaption><a href="https://www.elisabettastillitano.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.elisabettastillitano.it/</a></figcaption></figure></div>



<p>Per chi non avesse mai visto o conosciuto nessuno in questa particolare condizione due parole fondamentali possano descrivere, almeno in piccola parte, il vissuto di questi pazienti: <strong>PROFONDA SOLITUDINE</strong> e <strong>PAURA</strong>.</p>



<p>Molti di questi pazienti si trovano da mesi ricoverati all’interno dei reparti ospedalieri oppure obbligati ad effettuare una quotidiana spola casa-ospedale, in costante regime di day hospital, costretti ad essere sottoposti a lunghissime attese quotidiane, con terapie, farmaci e visite mediche che fungono da inframezzi. Ne consegue la presenza di innumerevoli pensieri, timori, di contrarre il coronavirus e, al contempo, di non superare la propria malattia.</p>



<p>Ricordiamo ancora quelle infinite giornate trascorse presso le nostre case, durante il lockdown, tra un momento di scoraggiamento ed una successiva distrazione tra un hobby ed una videochiamata?</p>



<p>Immaginiamo il medesimo contesto di scoraggiamento, di paura, triplicato dalla consapevolezza della presenza certa di un altro nemico da combattere: un tumore. Un luogo diverso da casa nostra, dove le giornate vengono scandite dai pasti, dai prelievi, dalle visite mediche e dalla chemioterapia.</p>



<h2>La Paura e la Solitudine come Conseguenze Psicologiche da Lockdown</h2>



<p>Immaginiamo di avere accanto a noi solo una persona che sta affrontando una condizione simile alla nostra e che abbiamo appena conosciuto, in regime di ricovero. Di non poter vedere i nostri cari per tanto, tanto tempo e non poter ricevere le loro carezze, le loro attenzioni, a causa di una situazione esterna (la pandemia), ancora più grande di noi, che ha portato la già terribile condizione di isolamento a trasformarsi in un senso di <em>PROFONDA SOLITUDINE</em>.</p>



<p>A volte, questo tipo di pazienti, è talmente provato dalle terapie in atto, da non avere neppure la forza di parlare al telefono con il marito, il figlio o la madre che attendono notizie con trepidazione. Arrivano quindi gli “intermediari”, il personale sanitario, che cerca di farsi carico di tutto questo, con un effetto boomerang dove a tornare indietro è spesso la frustrazione di non riuscire a fare abbastanza.</p>



<div class="wp-block-image is-style-rounded"><figure class="alignleft size-large is-resized"><img loading="lazy" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" data-layzr="https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2020/08/Quarantena-Covid.jpg" alt="Conseguenze psicologich da Lockdown - Quarantena Covid" class="wp-image-833" width="380" height="248" data-layzr-srcset="https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2020/08/Quarantena-Covid.jpg 480w, https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2020/08/Quarantena-Covid-300x196.jpg 300w" sizes="(max-width: 380px) 100vw, 380px" /></figure></div>



<p>Mai come oggi il <strong><em><a href="https://www.elisabettastillitano.it/contatti/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">supporto psicologico</a></em></strong> risulta di fondamentale importanza, in particolare, per questa tipologia di pazienti che si trovano a dover affrontare incredibili sofferenze fisiche ed emotive.</p>



<p>Ma anche, in ultimo, un personale invito per tutti noi: la sofferenza a volte ci rende egocentrici, non ci permette di razionalizzare il contesto o di guardare chi ci sta intorno e la prima cosa che viene spontaneo fare è focalizzarsi sul proprio dolore, isolandosi ancor più di quanto il Covid ci abbia costretto a fare.</p>



<p>Spostiamo la nostra attenzione da “dentro di noi” a “fuori di noi”, osservando chi ci sta intorno, notando le difficoltà dei nostri cari: rendiamo più oggettiva la nostra personale esperienza. Non siamo gli unici a soffrire e la condivisione, attraverso un atteggiamento di gentilezza, verso noi stessi e verso gli altri, di calore, di saggezza e di assenza di giudizio. Qualità coltivabili attraverso la <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Compassion-focused_therapy" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Compassion Focused Therapy</a> (terapia focalizzata sulla Compassione &#8211; CFT), possono rendere, per noi stessi e per chi ci circonda, questo periodo un po’ meno terribile.</p>
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		<title>Depressione Post Partum</title>
		<link>https://www.elisabettastillitano.it/depressione-post-partum/</link>
		
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		<pubDate>Sat, 01 Dec 2018 12:18:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Depressione Post Partum, cos&#8217;è veramente. La nascita di un figlio, per moltissime donne, non è solo un momento di gioia. Nei giorni immediatamente successivi al lieto evento spesso si possono sperimentare sensazioni spiacevoli come ansia, tristezza, voglia di piangere, pensieri negativi ed assenza di stimoli. A volte, in questi casi, ci troviamo di fronte alla fisiologica depressione post partum, che colpisce una stragrande maggioranza di neo mamme. Baby Blues è lo stato dell’umore che subentra 3 o 4 giorni dopo la nascita del bambino. Quest’ultimo viene innescato anche dall’improvviso calo di ormoni che normalmente interessa il corpo femminile dopo il parto. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Depressione Post Partum, cos&#8217;è veramente.</p>
<p style="text-align: justify;">La nascita di un figlio, per moltissime donne, non è solo un momento di gioia. Nei giorni immediatamente successivi al lieto evento spesso si possono sperimentare sensazioni spiacevoli come ansia, tristezza, voglia di piangere, pensieri negativi ed assenza di stimoli.</p>
<p style="text-align: justify;">A volte, in questi casi, ci troviamo di fronte alla fisiologica <strong>depressione post partum</strong>, che colpisce una stragrande maggioranza di neo mamme. <em>Baby Blues</em> è lo stato dell’umore che subentra 3 o 4 giorni dopo la nascita del bambino. Quest’ultimo viene innescato anche dall’improvviso calo di ormoni che normalmente interessa il corpo femminile dopo il parto. Solitamente, questa forma di <strong>depressione post partum</strong><strong>, sparisce</strong> da sola nel giro di pochi giorni.</p>
<h2 style="text-align: justify;"><strong>Depressione Post Partum, quando intervenire<a href="https://www.elisabettastillitano.it/contatti/" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" class="alignleft wp-image-631 size-medium" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" data-layzr="https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2018/12/depressione-post-partum2-200x300.jpg" alt="depressione post partum" width="200" height="300" data-layzr-srcset="https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2018/12/depressione-post-partum2-200x300.jpg 200w, https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2018/12/depressione-post-partum2.jpg 334w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></a></strong></h2>
<p style="text-align: justify;">Esistono però casi in cui l’umore basso e tutti quei sintomi che accompagna solitamente la depressione non passano e, fra il terzo mese ed il primo anno di vita del nascituro, evolvono in <strong>depressione post partum</strong> clinicamente significativa. La sintomatologia è la medesima della classica depressione come, ad esempio, ansia, disturbi del sonno e significative alterazioni dell’appetito. A questi sintomi si aggiungono quelli caratteristici della maternità, come il senso di inadeguatezza in risposta alle esigenze del bambino e al doversene prendere cura.</p>
<p style="text-align: justify;">Spesso le donne colpite da questi sintomi provano un ulteriore senso di vergogna poiché non accettano la propria condizione e continuano a domandarsi come mai avvertono certi sintomi in un periodo della vita che dovrebbe essere così bello.</p>
<p style="text-align: justify;">Esistono alcuni modi per prevenire la depressione post partum:</p>
<ol style="text-align: justify;">
<li>Mantenere un buon legame con il proprio partner, per non sentirsi completamente invasa dal proprio ruolo di madre.</li>
<li>Riposare bene. La presenza di un neonato altera inevitabilmente la qualità e la quantità di sonno. Per questa ragione è indispensabile recuperare il sonno perso in qualsiasi occasione utile come ad esempio durante il sonnellino del proprio piccolo. Anche in questo caso è molto importante il ruolo del partner o di chi è disponibile a supportarci.</li>
<li>Mangiare sano e fare scorta di vitamine.</li>
<li>Chiedere il supporto di parenti ed amici.</li>
</ol>
<h3>L&#8217;origine della <strong>Depressione Post Partum<a href="https://www.elisabettastillitano.it/contatti/" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" class="alignright wp-image-629 size-medium" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" data-layzr="https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2018/12/depressione-post-partum-3-300x200.jpg" alt="La Depressione post partum" width="300" height="200" data-layzr-srcset="https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2018/12/depressione-post-partum-3-300x200.jpg 300w, https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2018/12/depressione-post-partum-3.jpg 750w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></strong></h3>
<p style="text-align: justify;">All&#8217;origine di una <strong>depressione post partum,</strong> si possono frequentemente riscontrare due fattori: il “perfezionismo” e la tendenza di alcune donne a viversi esclusivamente come madri. L’unione di questi due fattori crea una sorta di squilibrio interno alla donna di cui la depressione post partum costituisce il “sintomo” più rilevante.</p>
<p style="text-align: justify;">Il perfezionismo materno ha a che vedere con un supposto bisogno di controllo assoluto sul bambino e su tutte le incombenze a lui necessarie. Questo rischia di produrre pensieri ossessivi sulla propria adeguatezza al nuovo ruolo, che inevitabilmente sfoceranno nell&#8217;idea di non potercela fare, di non essere all&#8217;altezza, di essere una cattiva madre. La colpa è del modello perfezionistico e irraggiungibile che la neo mamma ha in mente, non certo delle sue vere capacità.</p>
<p style="text-align: justify;">Il secondo fattore riguarda le aspettative. La funzione materna viene messa al di sopra di qualsiasi altra prerogativa femminile arrivando anche al punto di annullare quest’ultima. Frequentemente vengono infatti trascurate le sfere erotiche, il lavoro e le amicizie, comportamenti che influenzano l’umore sul versante depressivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Acquisire consapevolezza di queste tendenze comportamentali è il primo modo per fronteggiare la <strong>depressione post partum</strong>.</p>
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		<title>Andare dallo Psicologo</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Nov 2017 17:07:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Andare dallo Psicologo Perché andare dallo Psicologo? Non sempre è facile decidere di andare dallo Psicologo anche a causa di alcune paure infondate. L’idea che solo le persone gravemente disturbate o “pazze” si rivolgono allo psicologo è, purtroppo, un’idea arcaica ma ancora oggi presente in gran parte della società, soprattutto nei piccoli centri dove si ha anche la paura di essere etichettati come “problematici”. Un tempo la psicologia non c’era, esisteva il medico psichiatra che curava le persone principalmente con gli psicofarmaci. Oggi la psicologia è presente in gran parte del territorio ed ha come scopo principale quello di promuovere benessere e cambiamento. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Andare dallo Psicologo</strong></em><img loading="lazy" class="aligncenter wp-image-343 size-full" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" data-layzr="https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2017/11/23244312_10154830981122127_5902089462322958904_n.jpg" alt="Andare dallo Psicologo" width="862" height="960" data-layzr-srcset="https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2017/11/23244312_10154830981122127_5902089462322958904_n.jpg 862w, https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2017/11/23244312_10154830981122127_5902089462322958904_n-269x300.jpg 269w, https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2017/11/23244312_10154830981122127_5902089462322958904_n-768x855.jpg 768w" sizes="(max-width: 862px) 100vw, 862px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;">Perché andare dallo <a href="https://www.elisabettastillitano.it/contatti/" target="_blank" rel="noopener">Psicologo</a>?</h2>
<p style="text-align: justify;">Non sempre è facile decidere di andare dallo Psicologo anche a causa di alcune paure infondate. L’idea che solo le persone gravemente disturbate o “pazze” si rivolgono allo psicologo è, purtroppo, un’idea arcaica ma ancora oggi presente in gran parte della società, soprattutto nei piccoli centri dove si ha anche la paura di essere etichettati come “problematici”. Un tempo la psicologia non c’era, esisteva il medico psichiatra che curava le persone principalmente con gli psicofarmaci. Oggi la psicologia è presente in gran parte del territorio ed ha come scopo principale quello di <strong>promuovere benessere</strong> e <strong>cambiamento</strong>. Le persone che si rivolgono oggi allo psicologo sono nella grande maggior parte dei casi persone che hanno problematiche di tipo relazionale (a volte legate a sintomi specifici come ad esempio: ansia, attacchi di panico, dipendenza, disturbi dell’umore, ecc.) e non disturbi gravi del pensiero.</p>
<p style="text-align: justify;">Decidere di chiedere aiuto non è mai, per nessuno, una scelta facile. Spesso la prima sensazione è quella di non essere riusciti da soli a risolvere un problema, ci si percepisce come deboli e privi di risorse personali. In realtà chiedere aiuto è un vero e proprio atto di FORZA e non di debolezza. Gli esseri umani sono, fin dal concepimento, esseri relazionali, noi tutti abbiamo bisogno degli altri sia nel caso in cui vogliamo condividere una gioia, sia nel caso in cui sentiamo di dover condividere un dolore. Se la nostra rete di relazioni non può aiutarci allora chiedere aiuto allo Psicologo è un modo concreto per uscire da un problema che ci affligge. Chi è così consapevole di avere delle difficoltà esistenziali, così umile dall’accorgersi di aver bisogno dell’aiuto altrui e così coraggioso dal richiedere questo aiuto è da considerarsi decisamente tra la parte sana e migliore della società. Pensare di poter risolvere da soli un problema in questi casi non fa che dilatare e allungare i tempi della sofferenza, ecco perché chiedere aiuto è sempre il modo più efficace per prendersi cura di sé stessi.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, lo P<em>sicologo</em> è soggetto a segreto professionale secondo l’art. 11 del Codice Deontologico degli psicologi italiani, quindi non potrà in alcun modo rivelare a terzi i nomi dei suoi pazienti e nemmeno il contenuto dei colloqui.</p>
<h2>Andare dallo <a href="https://www.elisabettastillitano.it/contatti/" target="_blank" rel="noopener">Psicologo,</a> può aiutarti</h2>
<p style="text-align: justify;">Lo Psicologo non prescrive psicofarmaci. Lavora da un punto di vista clinico con la somministrazione di test, con il colloquio ed il sostegno empatico. In Italia solo i medici possono prescrivere i farmaci.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo Psicologo non ha una sfera di cristallo che gli permetta di comprendere istantaneamente gli altri ed in maniera infallibile. Conosce diverse tecniche di intervento e qualora un paziente lo desideri e si impegni, può aiutare una persona a fare in modo che possa migliorare la propria vita.</p>
<p style="text-align: justify;">“Le cure psicologiche sono care”! In realtà andare dallo psicologo è l’esatto contrario in un’ottica di lungo termine. Basti pensare a quanto si risparmia in termini di prevenzione o di limitazione del danno. La cura psicologica rappresenta, quindi, un ottimo investimento. Una cura psicologica ad esempio può prevenire una malattia fisica, un divorzio, una carriera universitaria inconcludente o una decisione lavorativa errata, scelte che influenzano la propria vita per decenni se non per tutta la vita. Molti soldi vengono risparmiati quando le persone sono in grado di ascoltarsi e fare scelte in modo protettivo per sé e per gli altri.</p>
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