<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>BLOG &#8211; Dott.ssa Elisabetta Stillitano</title>
	<atom:link href="https://www.elisabettastillitano.it/category/blog/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.elisabettastillitano.it</link>
	<description>Psicologo Reggio Calabria. Cura Attacchi di Panico - Stress - Ansia - Depressione - Disturbi Ossessivi-Compulsivi - Dipendenze Affettive - Problematiche di coppia - Problematiche correlate a lutti o separazioni.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 07 Nov 2023 09:13:23 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.8.8</generator>

<image>
	<url>https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2021/10/cropped-512x512-logo-lato-32x32.jpg</url>
	<title>BLOG &#8211; Dott.ssa Elisabetta Stillitano</title>
	<link>https://www.elisabettastillitano.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>LA RECIDIVA NEL PAZIENTE ONCOLOGICO</title>
		<link>https://www.elisabettastillitano.it/la-recidiva-nel-paziente-oncologico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Nov 2023 13:04:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[BLOG]]></category>
		<category><![CDATA[cancro]]></category>
		<category><![CDATA[recidiva]]></category>
		<category><![CDATA[speranza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.elisabettastillitano.it/?p=1029</guid>

					<description><![CDATA[<p>La recidiva rappresenta un evento gravemente traumatico per il paziente oncologico.Il significato connesso a questo evento è che le cure non stanno funzionando, che laguarigione non sarà più possibile e che gli interventi mireranno solo a tenere lamalattia sotto controllo. La speranza di guarigione lascia il posto alla paura e allasensazione che tutto stia sfuggendo di mano.Si assiste spesso ad un’alternanza di sentimenti di rabbia ed incredulità, di negazioneed inutilità che arrivano poi a fare spazio all’accettazione.In questi contesti l’ansia e la paura la fanno da padrone.Quindi come agire affinché queste spiacevoli sensazioni che abbracciano spesso ilpaziente ed anche chi </p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.elisabettastillitano.it/la-recidiva-nel-paziente-oncologico/">LA RECIDIVA NEL PAZIENTE ONCOLOGICO</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.elisabettastillitano.it">Dott.ssa Elisabetta Stillitano</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img loading="lazy" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" data-layzr="https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2023/11/12.jpg" alt="" class="wp-image-1030" width="557" height="371" data-layzr-srcset="https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2023/11/12.jpg 960w, https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2023/11/12-300x200.jpg 300w, https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2023/11/12-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 557px) 100vw, 557px" /></figure>



<p>La recidiva rappresenta un evento gravemente traumatico per il paziente oncologico.<br>Il significato connesso a questo evento è che le cure non stanno funzionando, che la<br>guarigione non sarà più possibile e che gli interventi mireranno solo a tenere la<br>malattia sotto controllo. La speranza di guarigione lascia il posto alla paura e alla<br>sensazione che tutto stia sfuggendo di mano.<br>Si assiste spesso ad un’alternanza di sentimenti di rabbia ed incredulità, di negazione<br>ed inutilità che arrivano poi a fare spazio all’accettazione.<br>In questi contesti l’ansia e la paura la fanno da padrone.<br>Quindi come agire affinché queste spiacevoli sensazioni che abbracciano spesso il<br>paziente ed anche chi gli sta intorno vengano tenute a bada?<br>La risposta sta nella percezione del futuro, ossia nella presenza di “progetti vitali” che<br>diano maggiore senso alla propria vita e, quindi, nel dettaglio, alla prospettiva<br>valoriale di ciascuno di noi. Con questo si intende suggerire di non soffermarsi mai<br>troppo sulla sofferenza (e quindi sul sintomo) ma di chiedere a sé stessi cosa sia<br>veramente importante per noi, nel profondo del nostro cuore, coltivando progetti in<br>direzione dei nostri valori!<br>Ciò non solo permetterà di spostare l’attenzione dal mero sintomo psicologico di<br>ansia o depressione ma anche di vivere, nonostante il dolore, nonostante la malattia,<br>una vita ricca e significativa!</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.elisabettastillitano.it/la-recidiva-nel-paziente-oncologico/">LA RECIDIVA NEL PAZIENTE ONCOLOGICO</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.elisabettastillitano.it">Dott.ssa Elisabetta Stillitano</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>ANSIA: FACCIAMO CHIAREZZA</title>
		<link>https://www.elisabettastillitano.it/ansia-facciamo-chiarezza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Nov 2023 12:57:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[BLOG]]></category>
		<category><![CDATA[ansia]]></category>
		<category><![CDATA[depressione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.elisabettastillitano.it/?p=1024</guid>

					<description><![CDATA[<p>In questo articolo proverò a rispondere in maniera più o meno esaustiva a 3 interrogativiche spesso ci si pone di fronte ad una difficoltà di natura ansiosa. SI PUÒ GUARIRE DALL’ANSIA?Numerosi pazienti che soffrono di attacchi di panico riscontrano una guarigione totale inuna percentuale che, secondo alcune ricerche evidenziate dal sito di Humanitas Salute,varia tra il 12% ed il 38%.La maggior parte dei pazienti manifesta una sintomatologia molto attenuata noninvalidante di ansia. Questa parte di pazienti riprende in mano la propria vita gradualmentedurante i percorsi di cure.In alcuni casi possono esserci delle recidive, a volte dovute a cure inadeguate e </p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.elisabettastillitano.it/ansia-facciamo-chiarezza/">ANSIA: FACCIAMO CHIAREZZA</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.elisabettastillitano.it">Dott.ssa Elisabetta Stillitano</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>In questo articolo proverò a rispondere in maniera più o meno esaustiva a 3 interrogativi<br>che spesso ci si pone di fronte ad una difficoltà di natura ansiosa.</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img loading="lazy" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" data-layzr="https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2023/11/domanda.jpg" alt="" class="wp-image-1026" width="513" height="328" data-layzr-srcset="https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2023/11/domanda.jpg 960w, https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2023/11/domanda-300x192.jpg 300w, https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2023/11/domanda-768x491.jpg 768w" sizes="(max-width: 513px) 100vw, 513px" /></figure>



<p>SI PUÒ GUARIRE DALL’ANSIA?<br>Numerosi pazienti che soffrono di attacchi di panico riscontrano una guarigione totale in<br>una percentuale che, secondo alcune ricerche evidenziate dal sito di Humanitas Salute,<br>varia tra il 12% ed il 38%.<br>La maggior parte dei pazienti manifesta una sintomatologia molto attenuata non<br>invalidante di ansia. Questa parte di pazienti riprende in mano la propria vita gradualmente<br>durante i percorsi di cure.<br>In alcuni casi possono esserci delle recidive, a volte dovute a cure inadeguate e non<br>corrette altre volte a variabili difficilmente identificabili.<br>E’ importante evidenziare che, ad oggi, quando si curano i disturbi d’ansia e di panico<br>seguendo i protocolli scientifici, il successo è garantito in quasi tutti i casi.&nbsp;<br>La terapia combinata con farmaci e psicoterapia cognitivo-comportamentale risulta il<br>percorso migliore per lavorare su difficoltà di natura ansiosa col fine ultimo di riprendere in<br>mano la propria vita.</p>



<p>QUANTO TEMPO CI VUOLE PER GUARIRE DALL’ANSIA?<br>Non esiste una tempistica univoca entro la quale poter annoverare qualsiasi tipologia di<br>paziente. Alcuni pazienti riscontrano una remissione completa dei sintomi dopo circa 12<br>sedute di psicoterapia, altri riscontrano un miglioramento dei sintomi dopo molti più<br>colloqui. Perché avviene questo? Semplicemente perché le variabili che incidono sulla<br>componente ansiosa sono molteplici e non sempre facilmente riconoscibili. Tra le variabili<br>troviamo, ad esempio, la tempestività nella richiesta di supporto psicoterapico, la<br>motivazione del paziente ad intraprendere il percorso terapeutico, il contesto familiare, i<br>vantaggi secondari inerenti la difficoltà ansiosa ecc.</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img loading="lazy" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" data-layzr="https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2023/11/anxiety-2902575_960_720.jpg" alt="" class="wp-image-1025" width="453" height="289" data-layzr-srcset="https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2023/11/anxiety-2902575_960_720.jpg 960w, https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2023/11/anxiety-2902575_960_720-300x192.jpg 300w, https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2023/11/anxiety-2902575_960_720-768x490.jpg 768w" sizes="(max-width: 453px) 100vw, 453px" /></figure>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.elisabettastillitano.it/ansia-facciamo-chiarezza/">ANSIA: FACCIAMO CHIAREZZA</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.elisabettastillitano.it">Dott.ssa Elisabetta Stillitano</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>COME AFFRONTARE IL COMING-OUT DI UN FIGLIO</title>
		<link>https://www.elisabettastillitano.it/comeaffrontare-il-coming-out-di-un-figlio/</link>
					<comments>https://www.elisabettastillitano.it/comeaffrontare-il-coming-out-di-un-figlio/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Oct 2021 21:18:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[BLOG]]></category>
		<category><![CDATA[coming-out]]></category>
		<category><![CDATA[figlio]]></category>
		<category><![CDATA[genitore]]></category>
		<category><![CDATA[identità sessuale]]></category>
		<category><![CDATA[omosessualità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.elisabettastillitano.it/?p=951</guid>

					<description><![CDATA[<p>“In quest&#8217;ultimo periodo, sentendo un certo disagio a pronunciare la parola &#8220;accettare&#8221;, mi sono soffermata a riflettere sul suo significato. Questa parola, largamente utilizzata in questo tipo di problematiche, rimanda a un rapporto subalterno in cui chi accetta è in una posizione di superiorità rispetto a chi viene accettato”.&#160; (Maddalena Mosconi) Parlando di Identità sessuale ci si riferisce anche a convenzioni e aspettative. Spesso, ci si aspetta che il figlio maschio si leghi ad una femmina e viceversa. Ciò accade per convenzione sociale o per abitudine ma bisogna essere consapevoli che le aspettative potrebbero non realizzarsi. Un figlio che decide </p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.elisabettastillitano.it/comeaffrontare-il-coming-out-di-un-figlio/">COME AFFRONTARE IL COMING-OUT DI UN FIGLIO</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.elisabettastillitano.it">Dott.ssa Elisabetta Stillitano</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>“<em>In quest&#8217;ultimo periodo, sentendo un certo disagio a pronunciare la parola &#8220;accettare&#8221;, mi sono soffermata a riflettere sul suo significato. Questa parola, largamente utilizzata in questo tipo di problematiche, rimanda a un rapporto subalterno in cui chi accetta è in una posizione di superiorità rispetto a chi viene accettato</em>”.&nbsp;</p>



<p>(Maddalena Mosconi)</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large is-resized"><img loading="lazy" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" data-layzr="https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2021/10/one-1-1024x762.jpeg" alt="lovecouples" class="wp-image-954" width="449" height="334" data-layzr-srcset="https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2021/10/one-1-1024x762.jpeg 1024w, https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2021/10/one-1-300x223.jpeg 300w, https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2021/10/one-1-768x572.jpeg 768w, https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2021/10/one-1-1536x1143.jpeg 1536w, https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2021/10/one-1.jpeg 1920w" sizes="(max-width: 449px) 100vw, 449px" /></figure></div>



<p>L’identità sessuale rimanda al concetto di affettività, ossia al modo in cui ciascuno di noi si lega ad altre persone e a sé stesso.</p>



<p>Parlando di Identità sessuale ci si riferisce anche a convenzioni e aspettative. Spesso, ci si aspetta che il figlio maschio si leghi ad una femmina e viceversa. Ciò accade per convenzione sociale o per abitudine ma bisogna essere consapevoli che le aspettative potrebbero non realizzarsi.</p>



<p>Un figlio che decide di rivelare alla famiglia la propria identità affettiva, “diversa” da quella che il genitore si attende, agisce in base ad una scelta precisa. Alla base di tale scelta vi è la fiducia nei confronti del proprio nucleo. <strong>Sentirsi liberi di dichiarare la propria identità sessuale rappresenta una tappa importante, un gesto indispensabile al benessere psicologico e sociale</strong>.</p>



<p>Purtroppo questo determina spesso una crisi familiare, da parte del genitore, dovuta ad una frattura tra “ciò che mi aspettavo” e “ciò che è veramente”.</p>



<h2><strong>COMING-OUT : LA REAZIONE DEI GENITORI</strong></h2>



<p>Molte persone&nbsp;<strong>manifestano la loro “diversità”</strong>&nbsp;sin da piccolissime.</p>



<p><strong>Il coming-out in famiglia può avvenire senza traumi se il contesto è culturalmente pronto ed adeguato</strong>.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" data-layzr="https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2021/10/2-1024x567.jpeg" alt="" class="wp-image-955" width="436" height="241" data-layzr-srcset="https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2021/10/2-1024x567.jpeg 1024w, https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2021/10/2-300x166.jpeg 300w, https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2021/10/2-768x425.jpeg 768w, https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2021/10/2.jpeg 1280w" sizes="(max-width: 436px) 100vw, 436px" /></figure></div>



<p>L’accettazione dell’orientamento sessuale del proprio figlio è paragonabile ad alcuni fasi del processo di elaborazione di un lutto. In una fase iniziale i genitori potrebbero reagire con&nbsp;<strong>shock e negazione</strong>, non credendo a quanto viene loro rivelato, considerandolo una fase transitoria attraversata dal figlio, un “comportamento alternativo” o una bravata conseguenziale alla frequentazione di “brutte compagnie”. Altre volte, i genitori, evitano l’argomento.</p>



<p>Tra le reazioni genitoriali troviamo anche i&nbsp;<strong>sensi di colpa</strong>: i genitori si sentono responsabili dell’orientamento sessuale del figlio convinti di aver commesso errori educativi nel percorso di crescita. Altre volte sono presenti comportamenti&nbsp;<strong>ostili ed aggressivi</strong>&nbsp;oppure la tendenza a evitare o addirittura proibire che si parli di&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Omosessualit%C3%A0">omosessualità&nbsp;</a>in famiglia.</p>



<p>Altri genitori, invece, potrebbero avere una reazione accogliente caratterizzata da&nbsp;<strong>comprensione e supporto</strong>, mantenendo una continuità di amore incondizionato verso il figlio.</p>



<p>Bisogna evidenziare come madri e padri, in realtà, ricevono solo una conferma e una testimonianza della fiducia e dell’amore che il proprio figlio o figlia nutrono nei loro confronti nel momento in cui decidono di mettere in chiaro la propria&nbsp;<strong>identità sessuale</strong>.</p>



<h2><strong>È UTILE CHIEDERE UN SUPPORTO PSICOLOGICO</strong></h2>



<p>Numerosi studi hanno dimostrato come le iniziali reazioni negative spesso, nel tempo, dopo aver attraversato un&nbsp;<strong>processo di adattamento e coping</strong>, si trasformano in accoglienza e comprensione. Certamente i valori culturali e religiosi condivisi dalle famiglie influenzano tale processo.</p>



<p>A<strong>ffrontare presto l&#8217;argomento con i bambini aiuta a prevenire l&#8217;omofobia</strong>. Così come si racconta che esistono specie, religioni e etnie differenti, è giusto raccontare che&nbsp;<strong>esistono diversi modi di amare</strong>.</p>



<p>&nbsp;La <a href="https://www.elisabettastillitano.it/contatti/">psicoterapia</a> può, quindi, rappresentare un valido aiuto nella gestione del processo di comingout.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.elisabettastillitano.it/comeaffrontare-il-coming-out-di-un-figlio/">COME AFFRONTARE IL COMING-OUT DI UN FIGLIO</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.elisabettastillitano.it">Dott.ssa Elisabetta Stillitano</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.elisabettastillitano.it/comeaffrontare-il-coming-out-di-un-figlio/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il ruolo dei fattori cognitivi nel trattamento dell&#8217;obesità</title>
		<link>https://www.elisabettastillitano.it/il-ruolo-dei-fattori-cognitivi-nel-trattamento-dellobesita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Feb 2021 18:23:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[BLOG]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.elisabettastillitano.it/?p=880</guid>

					<description><![CDATA[<p>Perché alcuni soggetti riescono a mantenere nel tempo i comportamenti di controllo del peso, e a mantenere quindi la perdita di peso a lungo termine, ed altri soggetti invece no? I processi cognitivi consci influenzano i comportamenti coinvolti nella perdita e nel mantenimento del peso attraverso la modificazione dello stile di vita. La psiche mantiene quindi un ruolo estremamente importante nel successo o nel fallimento di un individuo nel mantenere il peso perso. Numerose ricerche scientifiche dimostrano chiaramente il ruolo dei processi cognitivi nel mantenere abitudini alimentari non salutari e nel rendere difficile un’alimentazione più sana. Lo studio Quovadis All’interno </p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.elisabettastillitano.it/il-ruolo-dei-fattori-cognitivi-nel-trattamento-dellobesita/">Il ruolo dei fattori cognitivi nel trattamento dell&#8217;obesità</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.elisabettastillitano.it">Dott.ssa Elisabetta Stillitano</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<h5><strong>Perché alcuni soggetti riescono a mantenere nel tempo i comportamenti di controllo del peso, e a mantenere quindi la perdita di peso a lungo termine, ed altri soggetti invece no?</strong></h5>



<p>I processi cognitivi consci influenzano i comportamenti coinvolti nella perdita e nel mantenimento del peso attraverso la modificazione dello stile di vita. La psiche mantiene quindi un ruolo estremamente importante nel successo o nel fallimento di un individuo nel mantenere il peso perso. Numerose ricerche scientifiche dimostrano chiaramente il ruolo dei processi cognitivi nel mantenere abitudini alimentari non salutari e nel rendere difficile un’alimentazione più sana.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" width="960" height="640" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" data-layzr="https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2021/02/lake-constance-1937136_960_720.jpg" alt="Obesità - lago di Costanza" class="wp-image-881" data-layzr-srcset="https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2021/02/lake-constance-1937136_960_720.jpg 960w, https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2021/02/lake-constance-1937136_960_720-300x200.jpg 300w, https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2021/02/lake-constance-1937136_960_720-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /><figcaption><em><a href="http://elisabettastillitano.it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">elisabettastillitano.it</a></em></figcaption></figure></div>



<p></p>



<h4>Lo studio Quovadis</h4>



<p>All’interno dello <a href="http://www.dallegrave.it/gli-interventi-basati-sulla-modificazione-dello-stile-di-vita-sono-ancora-unopzione-per-il-trattamento-dellobesita-grave-risultati-promettenti-dal-quovadis-study/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">studio QUOVADIS</a> (Quality of life in Obesity: eValuation and DIsease Surveillance), finalizzato ad indagare la qualità della vita di 1944 pazienti che hanno richiesto un trattamento per l’obesità, è stato preso in esame il drop-out come maggiore ostacolo al successo del trattamento.</p>



<p>I risultati dello studio hanno dimostrato come i maggiori predittori di drop-out fossero l’età inferiore e le aspettative più elevate oltre che in soggetti che avevano il miglioramento del proprio aspetto fisico come principale obiettivo della perdita di peso.<br>É stato, quindi, dimostrato come alcuni problemi debbano essere messi in luce al fine di migliorare i risultati a lungo termine del trattamento dell’obesità. Spesso i pazienti che cercano un trattamento hanno aspettative di perdita di peso non realistiche. Maggiore è la perdita attesa di IMC più precocemente si verifica il drop-out. Il drop-out è inoltre associato, come accennato, ad un’età più giovane ed obiettivi diversi dalla perdita di peso, come una motivazione a migliorare il proprio aspetto fisico.</p>



<p></p>



<div class="wp-block-image is-style-default"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="683" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" data-layzr="https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2021/02/diet-695723_1920-1024x683.jpg" alt="Dieta" class="wp-image-882" data-layzr-srcset="https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2021/02/diet-695723_1920-1024x683.jpg 1024w, https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2021/02/diet-695723_1920-300x200.jpg 300w, https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2021/02/diet-695723_1920-768x512.jpg 768w, https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2021/02/diet-695723_1920-1536x1024.jpg 1536w, https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2021/02/diet-695723_1920.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption><em><a href="http://elisabettastillitano.it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">elisabettastillitano.it</a></em></figcaption></figure></div>



<p></p>



<h4>L&#8217;importanza del supporto psicologico </h4>



<p><strong>I fattori cognitivi coinvolti nel mantenimento del peso perso</strong>, invece, sono risultati di diversa natura, comprese problematiche familiari, lavorative o altri problemi di salute.</p>



<p>I risultati del sopracitato studio QUOVADIS hanno evidenziato come il raggiungimento dei risultati percepiti come non soddisfacenti possa portare ad una sostanziale perdita di motivazione. Al contempo un’importante perdita di peso nelle fasi iniziali del trattamento può rafforzare l’aderenza.<br>Per tale ragione la soddisfazione per i risultati del trattamento potrebbe essere un fattore cognitivo che può aiutare a promuovere il mantenimento della perdita di peso a lungo termine, indipendentemente dalla presenza continuativa di cure.</p>



<p>Si potrebbe quindi riassumere il tutto con la seguente formula:</p>



<p class="has-text-align-center"><em>Riduzione calo ponderale </em><br><em>+ </em><br><em>Ridotta aderenza alla dieta </em><br><em>+ </em><br><em>Minore soddisfazione perdita di peso </em><br><em>+ </em><br><em>Ridotta aderenza al controllo calorico </em><br><em>= </em><br><em>Recupero peso perso.</em></p>



<p>Per tale ragione è essenziale non sottostimare il ruolo del supporto psicologico all’interno di un percorso di trattamento dell’obesità.</p>



<p><a href="http://elisabettastillitano.it">D</a><a href="http://elisabettastillitano.it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ott.ssa Elisabetta Stillitano</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.elisabettastillitano.it/il-ruolo-dei-fattori-cognitivi-nel-trattamento-dellobesita/">Il ruolo dei fattori cognitivi nel trattamento dell&#8217;obesità</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.elisabettastillitano.it">Dott.ssa Elisabetta Stillitano</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Liberare la sessualità con la psicoterapia</title>
		<link>https://www.elisabettastillitano.it/liberare-la-sessualita-con-la-psicoterapia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Nov 2020 08:11:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[BLOG]]></category>
		<category><![CDATA[acceptance and commitment therapy]]></category>
		<category><![CDATA[sessualità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.elisabettastillitano.it/?p=849</guid>

					<description><![CDATA[<p>Tutto ciò che serve per avere una vita sessuale appagante e stimolante è nella nostra mente. “Il tuo organo sessuale più importante non si trova tra le tue gambe, ma tra le tue orecchie. Impostando la tua mente nella giusta modalità riguardo la tua sessualità, questa ti da il potere di fantasticare, giocare, creare e relazionarti.” Questo è quanto afferma il prof. Steven Hayes, fondatore dell’Acceptance and Commitment Therapy. Quanti di noi hanno o hanno avuto preoccupazioni o dubbi inerenti la sessualità? Pensieri, emozioni e copioni personali non utili rappresentano alcuni tra i più grandi ostacoli riscontrati nel liberare il </p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.elisabettastillitano.it/liberare-la-sessualita-con-la-psicoterapia/">Liberare la sessualità con la psicoterapia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.elisabettastillitano.it">Dott.ssa Elisabetta Stillitano</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<h4>Tutto ciò che serve per avere una vita sessuale appagante e stimolante è nella nostra mente.</h4>



<p></p>



<p><em>“Il tuo organo sessuale più importante non si trova tra le tue gambe, ma tra le tue orecchie. Impostando la tua mente nella giusta modalità riguardo la tua sessualità, questa ti da il potere di fantasticare, giocare, creare e relazionarti.”</em> Questo è quanto afferma il prof. Steven Hayes, fondatore dell’<a href="http://www.act-italia.org/teoria/act/">Acceptance and </a><a rel="noreferrer noopener" href="http://www.act-italia.org/teoria/act/" target="_blank">Commitment</a><a href="http://www.act-italia.org/teoria/act/"> Therapy.</a></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft size-medium"><img loading="lazy" width="300" height="200" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" data-layzr="https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2020/11/street-art-2378451_1920-300x200.jpg" alt="bacio murale" class="wp-image-853" data-layzr-srcset="https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2020/11/street-art-2378451_1920-300x200.jpg 300w, https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2020/11/street-art-2378451_1920-1024x683.jpg 1024w, https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2020/11/street-art-2378451_1920-768x512.jpg 768w, https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2020/11/street-art-2378451_1920-1536x1024.jpg 1536w, https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2020/11/street-art-2378451_1920.jpg 1920w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption><em><a href="http://elisabettastillitano.it" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-cyan-bluish-gray-color">elisabettastillitano.it</span></a></em></figcaption></figure></div>



<h5>Quanti di noi hanno o hanno avuto preoccupazioni o dubbi inerenti la sessualità? </h5>



<p>Pensieri, emozioni e copioni personali non utili rappresentano alcuni tra i più grandi ostacoli riscontrati nel liberare il potere sessuale della nostra mente.</p>



<p>Capita spesso di rimanere “bloccati” all’interno di questa fitta rete che inibisce la nostra vita sessuale. Spesso i copioni personali che seguiamo provengono da lontano oppure dalla paura dell’ignoto o della perdita di controllo. La nostra mente crea un copione personale sulla scorta di esperienze e convinzioni precedenti. </p>



<p>Ad esempio, quanto spesso ci si ritrova all’interno di contesti educativi in cui il messaggio trasmesso risulta quello di dover apparire “bravi/e ragazzi/e”? Quello di compiacere gli altri e dimostrare di essere buoni con tutti? Frequentemente chi è stato educato in questo modo può riscontrare delle difficoltà a liberare il potere sessuale della mente, come afferma Richard Blonna in “Sex Act”.</p>



<h5>Il provare piacere, afferma l’autore, può suscitare senso di colpa, vergogna o il pensiero di essere una persona cattiva.</h5>



<p>Altre volte può capitare invece che sia la “fusione cognitiva” a bloccare il nostro potere sessuale. Ad esempio nel caso in cui un uomo possa essere fuso con l’idea di dover apparire un “duro”, avrà difficoltà ad affrontare problemi di tipo sessuale insieme alla propria o al proprio partner.</p>



<p>Oppure si può arrivare a credere erroneamente che i pensieri riguardo a qualcosa siano uguali all’esperienza diretta. Ad esempio una fantasia relativa al “ménage à troi”, come afferma Blonna, può essere molto piacevole ma può non esserlo altrettanto nella realtà. Infatti può essere spesso utile lasciare certe fantasie nell’immaginazione anziché renderle reali.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft size-medium"><img loading="lazy" width="300" height="162" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" data-layzr="https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2020/11/bed-1822497_1920-300x162.jpg" alt="sessualità di coppia" class="wp-image-852" data-layzr-srcset="https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2020/11/bed-1822497_1920-300x162.jpg 300w, https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2020/11/bed-1822497_1920-1024x554.jpg 1024w, https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2020/11/bed-1822497_1920-768x415.jpg 768w, https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2020/11/bed-1822497_1920-1536x830.jpg 1536w, https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2020/11/bed-1822497_1920.jpg 1920w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption><a href="http://elisabettastillitano.it" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-cyan-bluish-gray-color"><em>elisabettastillitano.it</em></span></a></figcaption></figure></div>



<p>A volte le difficoltà nascono invece dal non avere ben chiari i propri valori personali in merito alla sessualità. Oppure da convinzioni morali ed etiche molto forti inculcati in giovane età. Spesso si accettano valori trasmessi dai genitori o dalla cultura&nbsp; fino a quando non si incontrano situazioni in cui tali valori non risultano più essere adeguati.</p>



<p>Capita spesso anche di essere rigidi nella visione di sé stessi. Ad esempio con la convinzione “devo essere sempre atletica ed in salute per potermi relazionare sessualmente in maniera appagante”. Questo tipo di pensiero non ci rende psicologicamente flessibili. Non contempliamo la possibile realtà in cui si possa non essere perfettamente in salute ed in forma ed avere ugualmente una piacevole vita sessuale.</p>



<p>Questi ed altri modi di relazionarci alla sessualità possono  incidere sulla nostra vita al punto da sviluppare, a volte, vissuti di <strong>ansia</strong> e <strong>depressione</strong>.</p>



<h4>Cosa fare in questi casi?</h4>



<p>Può essere utile, in questi casi rivolgersi ad uno <a href="https://www.elisabettastillitano.it/contatti/">psicologo e psicoterapeuta</a> che si occupi di Acceptance and Commitment Therapy. Si tratta di una forma di psicoterapia cognitivo comportamentale che permette di affrontare anche questo tipo di difficoltà.</p>



<p></p>



<p></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.elisabettastillitano.it/liberare-la-sessualita-con-la-psicoterapia/">Liberare la sessualità con la psicoterapia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.elisabettastillitano.it">Dott.ssa Elisabetta Stillitano</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Conseguenze Psicologiche da Lockdown</title>
		<link>https://www.elisabettastillitano.it/conseguenze-psicologiche-da-lockdown/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Aug 2020 13:28:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[BLOG]]></category>
		<category><![CDATA[Conseguenze psicologiche]]></category>
		<category><![CDATA[Covid19]]></category>
		<category><![CDATA[depressione]]></category>
		<category><![CDATA[Isolamento]]></category>
		<category><![CDATA[Quarantena]]></category>
		<category><![CDATA[Tristezza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.elisabettastillitano.it/?p=831</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le conseguenze psicologiche dell’isolamento da lockdown pandemico hanno abbracciato tutti noi all’interno di un contesto non certamente facile: il timore per la propria salute e per la salute dei propri cari, la perdita delle personali abitudini di contatto umano e di relazione, le difficoltà economiche successive ad un lungo periodo di stasi forzata, l’incertezza per il futuro che verrà. Tutti noi siamo stati costretti (chi più, chi meno) a restare a casa in attesa che tutto questo potesse finire presto. Ma come ci si può sentire se l’incertezza continua a protrarsi mostrando l’imprevedibilità del momento storico che stiamo vivendo? E, soprattutto, </p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.elisabettastillitano.it/conseguenze-psicologiche-da-lockdown/">Conseguenze Psicologiche da Lockdown</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.elisabettastillitano.it">Dott.ssa Elisabetta Stillitano</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Le conseguenze psicologiche dell’isolamento da lockdown pandemico hanno abbracciato tutti noi all’interno di un contesto non certamente facile: il timore per la propria salute e per la salute dei propri cari, la perdita delle personali abitudini di contatto umano e di relazione, le difficoltà economiche successive ad un lungo periodo di stasi forzata, l’incertezza per il futuro che verrà.</p>



<p>Tutti noi siamo stati costretti (chi più, chi meno) a restare a casa in attesa che tutto questo potesse finire presto. Ma come ci si può sentire se l’incertezza continua a protrarsi mostrando l’imprevedibilità del momento storico che stiamo vivendo?</p>



<p>E, soprattutto, come può essere vissuto tutto questo da un malato ematologico, già da tempo abituato ad un forzamento isolamento a causa della propria condizione di fragilità dettata dal percorso di cure intrapreso?</p>



<h5>Conseguenze Psicologiche da Lockdown, quale stato d&#8217;animo&#8230;</h5>



<div class="wp-block-image is-style-rounded"><figure class="alignright size-large"><img loading="lazy" width="390" height="220" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" data-layzr="https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2020/08/Covid19.jpg" alt="Covid19" class="wp-image-832" data-layzr-srcset="https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2020/08/Covid19.jpg 390w, https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2020/08/Covid19-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 390px) 100vw, 390px" /><figcaption><a href="https://www.elisabettastillitano.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.elisabettastillitano.it/</a></figcaption></figure></div>



<p>Per chi non avesse mai visto o conosciuto nessuno in questa particolare condizione due parole fondamentali possano descrivere, almeno in piccola parte, il vissuto di questi pazienti: <strong>PROFONDA SOLITUDINE</strong> e <strong>PAURA</strong>.</p>



<p>Molti di questi pazienti si trovano da mesi ricoverati all’interno dei reparti ospedalieri oppure obbligati ad effettuare una quotidiana spola casa-ospedale, in costante regime di day hospital, costretti ad essere sottoposti a lunghissime attese quotidiane, con terapie, farmaci e visite mediche che fungono da inframezzi. Ne consegue la presenza di innumerevoli pensieri, timori, di contrarre il coronavirus e, al contempo, di non superare la propria malattia.</p>



<p>Ricordiamo ancora quelle infinite giornate trascorse presso le nostre case, durante il lockdown, tra un momento di scoraggiamento ed una successiva distrazione tra un hobby ed una videochiamata?</p>



<p>Immaginiamo il medesimo contesto di scoraggiamento, di paura, triplicato dalla consapevolezza della presenza certa di un altro nemico da combattere: un tumore. Un luogo diverso da casa nostra, dove le giornate vengono scandite dai pasti, dai prelievi, dalle visite mediche e dalla chemioterapia.</p>



<h2>La Paura e la Solitudine come Conseguenze Psicologiche da Lockdown</h2>



<p>Immaginiamo di avere accanto a noi solo una persona che sta affrontando una condizione simile alla nostra e che abbiamo appena conosciuto, in regime di ricovero. Di non poter vedere i nostri cari per tanto, tanto tempo e non poter ricevere le loro carezze, le loro attenzioni, a causa di una situazione esterna (la pandemia), ancora più grande di noi, che ha portato la già terribile condizione di isolamento a trasformarsi in un senso di <em>PROFONDA SOLITUDINE</em>.</p>



<p>A volte, questo tipo di pazienti, è talmente provato dalle terapie in atto, da non avere neppure la forza di parlare al telefono con il marito, il figlio o la madre che attendono notizie con trepidazione. Arrivano quindi gli “intermediari”, il personale sanitario, che cerca di farsi carico di tutto questo, con un effetto boomerang dove a tornare indietro è spesso la frustrazione di non riuscire a fare abbastanza.</p>



<div class="wp-block-image is-style-rounded"><figure class="alignleft size-large is-resized"><img loading="lazy" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" data-layzr="https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2020/08/Quarantena-Covid.jpg" alt="Conseguenze psicologich da Lockdown - Quarantena Covid" class="wp-image-833" width="380" height="248" data-layzr-srcset="https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2020/08/Quarantena-Covid.jpg 480w, https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2020/08/Quarantena-Covid-300x196.jpg 300w" sizes="(max-width: 380px) 100vw, 380px" /></figure></div>



<p>Mai come oggi il <strong><em><a href="https://www.elisabettastillitano.it/contatti/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">supporto psicologico</a></em></strong> risulta di fondamentale importanza, in particolare, per questa tipologia di pazienti che si trovano a dover affrontare incredibili sofferenze fisiche ed emotive.</p>



<p>Ma anche, in ultimo, un personale invito per tutti noi: la sofferenza a volte ci rende egocentrici, non ci permette di razionalizzare il contesto o di guardare chi ci sta intorno e la prima cosa che viene spontaneo fare è focalizzarsi sul proprio dolore, isolandosi ancor più di quanto il Covid ci abbia costretto a fare.</p>



<p>Spostiamo la nostra attenzione da “dentro di noi” a “fuori di noi”, osservando chi ci sta intorno, notando le difficoltà dei nostri cari: rendiamo più oggettiva la nostra personale esperienza. Non siamo gli unici a soffrire e la condivisione, attraverso un atteggiamento di gentilezza, verso noi stessi e verso gli altri, di calore, di saggezza e di assenza di giudizio. Qualità coltivabili attraverso la <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Compassion-focused_therapy" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Compassion Focused Therapy</a> (terapia focalizzata sulla Compassione &#8211; CFT), possono rendere, per noi stessi e per chi ci circonda, questo periodo un po’ meno terribile.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.elisabettastillitano.it/conseguenze-psicologiche-da-lockdown/">Conseguenze Psicologiche da Lockdown</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.elisabettastillitano.it">Dott.ssa Elisabetta Stillitano</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>COVID-19: ALLENIAMO LA MENTE</title>
		<link>https://www.elisabettastillitano.it/covid-19-alleniamo-la-mente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2020 20:22:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[BLOG]]></category>
		<category><![CDATA[Abilità psicologiche]]></category>
		<category><![CDATA[alleniamo la mente]]></category>
		<category><![CDATA[ansia]]></category>
		<category><![CDATA[Covid19]]></category>
		<category><![CDATA[Stress]]></category>
		<category><![CDATA[virus]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.elisabettastillitano.it/?p=808</guid>

					<description><![CDATA[<p>Frustrazione, noia, rabbia, ansia, paura: queste sono solo alcune tra le numerose emozioni difficili che, in questo particolare momento storico, caratterizzato dalla pandemia COVID-19, ci troviamo ad affrontare. La quarantena a cui siamo sottoposti non è sempre semplice da fronteggiare: si pensi a chi è vittima di violenza domestica, a chi sta già lottando con una malattia o a chi ha perso da poco il lavoro. E poi c’è anche chi la quarantena purtroppo non può viverla in quanto svolge un lavoro essenziale per la comunità. Ciascuno di noi, chi più, chi meno, si trova ad affrontare non solo i </p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.elisabettastillitano.it/covid-19-alleniamo-la-mente/">COVID-19: ALLENIAMO LA MENTE</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.elisabettastillitano.it">Dott.ssa Elisabetta Stillitano</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<div class="wp-block-image is-style-default"><figure class="alignleft size-large is-resized"><img loading="lazy" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" data-layzr="https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2020/03/Monnalisa-con-mascherin.jpg" alt="Monnalisa Covid-19" class="wp-image-810" width="263" height="396" data-layzr-srcset="https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2020/03/Monnalisa-con-mascherin.jpg 235w, https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2020/03/Monnalisa-con-mascherin-199x300.jpg 199w" sizes="(max-width: 263px) 100vw, 263px" /></figure></div>



<p>Frustrazione, noia, rabbia, ansia, paura: queste sono solo
alcune tra le numerose emozioni difficili che, in questo particolare momento
storico, caratterizzato dalla pandemia COVID-19, ci troviamo ad affrontare. </p>



<p>La quarantena a cui siamo sottoposti non è sempre semplice
da fronteggiare: si pensi a chi è vittima di violenza domestica, a chi sta già
lottando con una malattia o a chi ha perso da poco il lavoro. E poi c’è anche
chi la quarantena purtroppo non può viverla in quanto svolge un lavoro
essenziale per la comunità.</p>



<p>Ciascuno di noi, chi più, chi meno, si trova ad affrontare
non solo i problemi di natura pratica ma anche i “mostri della mente” che
teneva ben nascosti sovrapponendo agli stessi la frenesia della propria
quotidianità. </p>



<h2>COVID-19 e Riflessione</h2>



<p>Ma adesso il tempo sembra essersi fermato e, con esso, anche
noi.</p>



<p>Può essere utile non considerare questo periodo come un
fermo obbligato della nostra vita. La nostra vita non è i standby. A molti di
noi è stata data una grande opportunità: quella di allenarci a diventare
davvero consapevoli della nostra vita, osservando noi stessi e imparando a
riconoscere i nostri valori più importanti.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large"><img loading="lazy" width="480" height="320" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" data-layzr="https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2020/03/virus-Covid.jpg" alt="virus-Covid-19" class="wp-image-811" data-layzr-srcset="https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2020/03/virus-Covid.jpg 480w, https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2020/03/virus-Covid-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 480px) 100vw, 480px" /></figure></div>



<p>È il momento di chiederci cosa davvero conta per noi, di
cosa non possiamo fare a meno e cosa crediamo sia invece superfluo. Osserviamo
le nostre relazioni domandandoci se siano effettivamente sane o se non stanno
facendo altro che danneggiarci. Osserviamo noi stessi, il nostro modo di
relazionarci agli altri provando a comprendere, con gentilezza, cosa doniamo
loro e cosa riceviamo in cambio.</p>



<p>Prendiamoci il tempo che stiamo vivendo per apprendere come
poter cambiare atteggiamento nei confronti del mondo che ci circonda.</p>



<p>Purtroppo, ormai da diverse settimane, si sente spesso
parlare di vittime del COVID-19. La vittima del contagio da coronavirus è
vittima due volte: non solo del virus da un punto di vista medico bensì anche della
gogna mediatica e del giudizio altrui. L’ammalato si trova a dover portare con
sé il ruolo di untore, che gli è stato prepotentemente attribuito da una
società che tenta di dare una definizione concreta e di controllare uno dei
pensieri e delle emozioni più difficili con cui fare i conti: la paura della
morte.</p>



<h2>La Compassione Ai Tempi del Coronavirus</h2>



<p>Mai come ora è indispensabile apprendere la gentilezza, la <em>Compassione</em>, verso sé stessi e verso gli
altri. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft size-large"><img loading="lazy" width="454" height="269" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" data-layzr="https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2020/03/Donna-Covid.jpg" alt="Donna Covid" class="wp-image-809" data-layzr-srcset="https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2020/03/Donna-Covid.jpg 454w, https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2020/03/Donna-Covid-300x178.jpg 300w" sizes="(max-width: 454px) 100vw, 454px" /></figure></div>



<p>Paul Gilbert, professore di psicologia presso l’Università di Derby nel Regno Unito ed ideatore della <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Compassion-focused_therapy" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label=" (apre in una nuova scheda)">Terapia Focalizzata sulla Compassione</a> definisce la Compassione elencando 6 specifici “attributi”:</p>



<ol><li>ATTEGGIAMENTO NON GIUDICANTE: il nostro
atteggiamento diviene scevro di giudizi e di condanne pur mantenendo la nostra
personale opinione.&nbsp; </li><li>EMPATIA: la capacità di mettersi al posto degli
altri e di osservare la realtà attraverso altri punti di vista.</li><li>TOLLERANZA DELLA SOFFERENZA: restare con la
sofferenza senza cercare di evitarla. </li><li>CURA DEGLI ALTRI: motivazione a prendersi cura
di chi ci sta intorno al fine di alleviarne la sofferenza.</li><li>SENSIBILITA’ ALLA SOFFERENZA: capacità di
riconoscimento e distinzione dei bisogni e dei disagi dell’altro.</li><li>PARTECIPAZIONE ATTIVA: sentirsi coinvolti
emotivamente dalla sofferenza di coloro di cui ci si prende cura.</li></ol>



<p>È fondamentale coltivare insieme queste abilità per affrontare al meglio questo periodo.</p>



<p style="font-size:11px" class="has-text-align-center"><em>Specializzata in Psicoterapia Cognitiva e Comportamentale, la Dott.ssa Elisabetta Stillitano riceve nel suo studio a Reggio Calabria e offre consulenze online attraverso Skype. <a rel="noreferrer noopener" aria-label="Per Maggiori Info clicca qui (apre in una nuova scheda)" href="https://www.elisabettastillitano.it/contatti/" target="_blank">Per Maggiori Info clicca qui</a></em></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.elisabettastillitano.it/covid-19-alleniamo-la-mente/">COVID-19: ALLENIAMO LA MENTE</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.elisabettastillitano.it">Dott.ssa Elisabetta Stillitano</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Guarire dagli Attacchi di Panico</title>
		<link>https://www.elisabettastillitano.it/guarire-dagli-attacchi-di-panico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Oct 2019 12:22:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[BLOG]]></category>
		<category><![CDATA[attacchi di panico psicologo]]></category>
		<category><![CDATA[Guarire attacchi di panico]]></category>
		<category><![CDATA[Guarire attacchi panico]]></category>
		<category><![CDATA[Guarire dagli Attacchi di Panico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.elisabettastillitano.it/?p=775</guid>

					<description><![CDATA[<p>Guarire dagli attacchi di panico è possibile grazie soprattutto al supporto psicologico e nello specifico attraverso la Terapia Cognitivo Comportamentale. Durante un convegno tenuto al National Institute of Health, patrocinato dal National Institute of Mental Health e dall’Office Medical Applications of Research, sono state affrontate tutte le problematiche del disturbo di panico e i suoi relativi trattamenti. Le conclusioni furono che la terapia cognitivo comportamentale (TCC)&#160;e i farmaci sono entrambi efficaci nei casi di disturbi da attacco di panico. “Il protocollo COGNITIVO COMPORTAMENTALE può raggiungere risultati significativi fino al 90% dei casi di disturbo da panico”. Sebbene non si conoscano </p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.elisabettastillitano.it/guarire-dagli-attacchi-di-panico/">Guarire dagli Attacchi di Panico</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.elisabettastillitano.it">Dott.ssa Elisabetta Stillitano</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Guarire dagli attacchi di panico</strong> è possibile grazie soprattutto al supporto psicologico e nello specifico attraverso la Terapia Cognitivo Comportamentale. Durante un convegno tenuto al <em>National Institute of Health</em>, patrocinato dal National Institute of Mental Health e dall’Office Medical Applications of Research, sono state affrontate tutte le problematiche del disturbo di panico e i suoi relativi trattamenti.</p>



<p>Le conclusioni furono che la <strong><em><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Psicoterapia_cognitivo-comportamentale" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label="terapia cognitivo comportamentale (TCC) (apre in una nuova scheda)">terapia cognitivo comportamentale (TCC)</a>&nbsp;</em></strong>e i farmaci sono entrambi <strong><em>efficaci</em></strong> nei casi di disturbi da attacco di panico.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><a href="https://www.elisabettastillitano.it/contatti/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><img loading="lazy" width="480" height="320" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" data-layzr="https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2019/10/ansia.jpg" alt="Guarire dagli attacchi di Panico" class="wp-image-777" data-layzr-srcset="https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2019/10/ansia.jpg 480w, https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2019/10/ansia-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 480px) 100vw, 480px" /></a></figure></div>



<p><em><strong>“Il protocollo COGNITIVO COMPORTAMENTALE può raggiungere risultati significativi fino al 90% dei casi di disturbo da panico”.</strong></em></p>



<p>Sebbene non si conoscano le cause esatte del <strong><em>DAP</em></strong>
è possibile che possa esistere una predisposizione allo sviluppo del disturbo.
È stato però notato come forti stress o un periodo della vita in cui incorrono
molti cambiamenti (solo per citare alcuni esempi: il conseguimento della laurea,
avere un bambino, cambiare lavoro, sposarsi o anche la perdita di una persona
cara), possano contribuire in maniera netta all’insorgenza degli attacchi di
panico.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><a href="https://www.elisabettastillitano.it/contatti/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><img loading="lazy" width="480" height="320" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" data-layzr="https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2019/10/Guarire-dal-panico.jpg" alt="Guarire dal Panico" class="wp-image-778" data-layzr-srcset="https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2019/10/Guarire-dal-panico.jpg 480w, https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2019/10/Guarire-dal-panico-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 480px) 100vw, 480px" /></a></figure></div>



<p>I contesti in cui può manifestarsi il panico sono i più disparati:
al cinema, in macchina, al supermercato o a lavoro. L’attacco di panico
solitamente dura alcuni minuti, con i sintomi che col passare del tempo perdono
d’intensità, riducendosi in circa un’ora. La rapidità e l’intensità dell’episodio
sono tra i fattori che maggiormente debilitano chi ne soffre, lasciando l’individuo
con una forte spossatezza, come se avesse sostenuto un intenso sforzo. </p>



<p>Dopo la prima crisi molto spesso arriva la paura che tale
episodio possa ripetersi, ingenerando in questo modo l’ansia anticipatoria, o
anche detta “paura della paura”; facile comprendere come la vita quotidiana
possa essere gravemente compromessa, portando la persona ad evitare tutte
quelle situazioni nelle quali crede sia possibile che possano scatenare un
altro attacco di panico.</p>



<p>Per fortuna guarire dagli attacchi di panico è possibile e
la dott.ssa Stillitano, psicologa psicoterapeuta a Reggio Calabria, attraverso
la Terapia Cognitivo Comportamentale saprà guidare il paziente attraverso l’esposizione
enterocettiva e insegnando gli esercizi in base alle particolari sensazioni
riportate dalla persona.</p>



<p>Per una consulenza <a href="https://www.elisabettastillitano.it/contatti/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label="contatta la Dott.ssa Elisabetta Stillitano (apre in una nuova scheda)">contatta la Dott.ssa Elisabetta Stillitano</a>.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.elisabettastillitano.it/guarire-dagli-attacchi-di-panico/">Guarire dagli Attacchi di Panico</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.elisabettastillitano.it">Dott.ssa Elisabetta Stillitano</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sindrome di Münchhausen</title>
		<link>https://www.elisabettastillitano.it/sindrome-di-munchhausen/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Aug 2019 11:24:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[BLOG]]></category>
		<category><![CDATA[Munchausen]]></category>
		<category><![CDATA[psicologo]]></category>
		<category><![CDATA[Psicoterapeuta a Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Sindrome di Münchhausen]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.elisabettastillitano.it/?p=766</guid>

					<description><![CDATA[<p>La Sindrome di Münchhausen è un disturbo psicologico abbastanza grave: le persone che ne soffrono fingono una malattia, un trauma o semplicemente degli incidenti per attirare attenzione, simpatia o compassione nei propri confronti. La persona che soffre della Sindrome di Münchhausen esaspera o inventa completamente i sintomi di malattie, finanche mettendo in scena veri e propri incidenti. Come detto questi comportamenti hanno l’unico fine di attirare le attenzioni verso sé stessi. Per rendere il tutto più realistico, la persona affetta può anche iniziare terapie mediche o sottoporsi a degenze ospedaliere. Alla base di tutto è la simulazione del “male”. Bisogna </p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.elisabettastillitano.it/sindrome-di-munchhausen/">Sindrome di Münchhausen</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.elisabettastillitano.it">Dott.ssa Elisabetta Stillitano</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La Sindrome di Münchhausen è un disturbo psicologico
abbastanza grave: le persone che ne soffrono fingono una malattia, un trauma o semplicemente
degli incidenti per attirare attenzione, simpatia o compassione nei propri
confronti.</p>



<p>La persona che soffre della Sindrome di Münchhausen esaspera
o inventa completamente i sintomi di malattie, finanche mettendo in scena veri
e propri incidenti. Come detto questi comportamenti hanno l’unico fine di
attirare le attenzioni verso sé stessi. Per rendere il tutto più realistico, la
persona affetta può anche iniziare terapie mediche o sottoporsi a degenze
ospedaliere. </p>



<p>Alla base di tutto è la simulazione del “male”.</p>



<p>Bisogna a questo punto fare una distinzione con l’ipocondria.
Chi soffre di ipocondria infatti è vittima di sintomi psicosomatici mentre chi
è affetto dalla Sindrome di Münchhausen simula intenzionalmente la gamma più
disparata di sintomi oppure arriva a procurarseli intenzionalmente.</p>



<p>Chi simula è disinteressato rispetto all’aspetto economico,
non si tratta di un “truffatore”, ma è solo alla ricerca di cure amorevoli da
parte delle persone. </p>



<p>Il corpo diviene lo strumento preferito per richiamare
attenzione e cure. La persona può arrivare ad intossicarsi assumendo farmaci
per procurarsi vomito, sintomi disparati ed eruzioni cutanee.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><a href="https://www.elisabettastillitano.it/contatti/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><img loading="lazy" width="421" height="360" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" data-layzr="https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2019/08/Sindrome-di-Münchhausen.jpg" alt="Sindrome di Münchhausen" class="wp-image-768" data-layzr-srcset="https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2019/08/Sindrome-di-Münchhausen.jpg 421w, https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2019/08/Sindrome-di-Münchhausen-300x257.jpg 300w, https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2019/08/Sindrome-di-Münchhausen-70x60.jpg 70w, https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2019/08/Sindrome-di-Münchhausen-140x120.jpg 140w" sizes="(max-width: 421px) 100vw, 421px" /></a></figure></div>



<h2>Cause della Sindrome</h2>



<p> La causa esatta non è nota. I ricercatori ritengono che la genesi di tale sindrome possa risiedere nello sviluppo infantile.</p>



<p>Tra i fattori di rischio sono annoverati traumi subiti in
età infantile, essere cresciuti con genitori affetti da gravi malattie, aver
sperimentato in prima persona una grave malattia durante l’infanzia… Da
segnalare comunque che a livello statistico gli operatori del settore sanitario
sembrerebbero più a rischio di sviluppare tale sindrome.</p>



<p>Anche se la causa è ignota, quando si indaga nel passato di chi soffre della sindrome di Münchhausen, molto spesso si riesce a capire la causa scatenante di tale malessere psicologico.</p>



<p>Un bambino, ad esempio, che ha vissuto una malattia durante l’infanzia, può sviluppare questa sindrome quando non riesce ad elaborare al meglio ciò che sta vivendo. La malattia può privare il bambino di molti privilegi, l’impossibilità di giocare con altri bambini coetanei o anche vedere che la malattia lo fa essere in qualche modo diverso dagli amici che invece stanno bene. Eppure, grazie alla malattia, il bambino riesce a procurarsi “amore extra”, maggiori attenzioni e “premi”: questa potrebbe essere una causa scatenante della Sindrome di Münchhausen.</p>



<h2>Come si cura la Sindrome di Münchhausen</h2>



<p>Esistono diversi approcci psicoterapeutici. È ideale che il soggetto venga preso in cura da uno <a rel="noreferrer noopener" aria-label="specialista in igiene mentale (apre in una nuova scheda)" href="https://www.elisabettastillitano.it/" target="_blank">specialista in igiene mentale</a> (psichiatra o psicologo specificamente formato), anche se molto spesso tenderà ad evitare tali tipi di cure. Per quanto riguarda la frequenza dei colloqui sarà lo psicoterapeuta a deciderla sebbene in rari casi, episodi di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Autolesionismo" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label=" (apre in una nuova scheda)">autolesionismo </a>possano portare ad un ricovero necessario (coatto o volontario) del paziente in un reparto di psichiatria.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.elisabettastillitano.it/sindrome-di-munchhausen/">Sindrome di Münchhausen</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.elisabettastillitano.it">Dott.ssa Elisabetta Stillitano</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Risparmio e Insicurezza</title>
		<link>https://www.elisabettastillitano.it/risparmio-e-insicurezza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Aug 2019 18:09:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[BLOG]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.elisabettastillitano.it/?p=762</guid>

					<description><![CDATA[<p>Essere insicuri fa risparmiare! Un senso di insicurezza personale, abbinato a un’immagine poco positiva di sé, induce a risparmiare di più. La prova viene da alcuni esperimenti condotti da esperti di psicologia dei consumi dell’Università di Tel Aviv e del Politecnico di Hong Kong. In uno di questi, i ricercatori hanno chiesto a dei volontari di ricordare un proprio fallimento oppure di rievocare un proprio successo personale. Come previsto, si è riscontrato che focalizzarsi su questi eventi aveva un impatto, negativo oppure positivo, sulla rappresentazione di sé. In seguito, coloro che avevano pensato all’evento negativo sono risultati anche i più </p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.elisabettastillitano.it/risparmio-e-insicurezza/">Risparmio e Insicurezza</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.elisabettastillitano.it">Dott.ssa Elisabetta Stillitano</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Essere insicuri fa risparmiare!</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><a href="https://www.elisabettastillitano.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><img loading="lazy" width="960" height="576" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" data-layzr="https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2019/08/Porcellino-Salvadanaio.jpg" alt="Risparmio - Porcellino Salvadanaio" class="wp-image-763" data-layzr-srcset="https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2019/08/Porcellino-Salvadanaio.jpg 960w, https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2019/08/Porcellino-Salvadanaio-300x180.jpg 300w, https://www.elisabettastillitano.it/wp-content/uploads/2019/08/Porcellino-Salvadanaio-768x461.jpg 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></a></figure></div>



<p>Un senso di insicurezza personale, abbinato a un’immagine
poco positiva di sé, induce a risparmiare di più. La prova viene da alcuni
esperimenti condotti da esperti di psicologia dei consumi dell’Università di
Tel Aviv e del Politecnico di Hong Kong. In uno di questi, i ricercatori hanno
chiesto a dei volontari di ricordare un proprio fallimento oppure di rievocare un
proprio successo personale. Come previsto, si è riscontrato che focalizzarsi su
questi eventi aveva un impatto, negativo oppure positivo, sulla
rappresentazione di sé. In seguito, coloro che avevano pensato all’evento
negativo sono risultati anche i più parsimoniosi: dichiaravano di voler mettere
da parte più denaro, rispetto a chi, invece, si sentiva più sicuro di sé. Come
se avessero anche meno fiducia nel futuro. </p>



<p>Inoltre, si è visto che le amicizie sono una sorta di
“sostituto psicologico” del denaro perché diminuiscono le preoccupazioni per il
domani: chi può contare su una buona rete sociale, anche se insicuro sul piano personale,
è meno incline al risparmio. </p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.elisabettastillitano.it/risparmio-e-insicurezza/">Risparmio e Insicurezza</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.elisabettastillitano.it">Dott.ssa Elisabetta Stillitano</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
