Crisi di Coppia e Tradimento

La crisi di coppia può generare ferite dolorose e a volte sfociare nel tradimento. Diversi studiosi hanno cercato, negli anni, di dare risposta al quesito sul “perché si tradisce?”. La sociologa Le Van Charlotte più che mettere in luce i “Perché” si è focalizzata sui “Come” nello studio Les quatre visages de l’infidélité en France.

Crisi di coppia

Sono state evidenziate quattro tipologie di infedeltà:

  • Quella strumentale, ossia come risposta di vendetta per un torto subito o come pretesto per rompere il rapporto
  • Quella dovuta all’insoddisfazione di coppia
  • Quella tipica dell’età giovanile, sperimentata come “esperienza di vita”
  • Quella sperimentata come normale componente della vita di coppia (quando il tradimento viene vissuto come una sorta di compulsione, in cui l’infedele “non riesce a non tradire” o come conseguenza di una visione di vita edonistica)

Crisi di Coppia e Tradimento, cosa fare

La tipica domanda che viene normale porsi, in seguito ad un tradimento è: si può ancora stare insieme?

Certamente il tradimento rappresenta una ferita dolorosa, che rischia di rompere definitivamente gli equilibri di coppia. La decisione sul se restare o meno insieme spetta alla coppia e non esiste una regola sul da farsi.

Capita spesso, in questi casi di domandarsi: “Come possiamo continuare a stare insieme dopo quello che mi ha fatto?” oppure “So di aver sbagliato ma vorrei avere un’altra possibilità”.

Cuore infranto

Spesso in questi casi oltre al dolore e alla paura a dominare troviamo la rabbia.

Quando la coppia desidera restare unita questa sensazione contrasta, stridendo, con altri sentimenti quali l’umiliazione per il torto subito. In questi casi la situazione crea un tormento tale da sfociare in una sorta di ossessione che si ripercuote sulla comunicazione della coppia e sulla sua intimità.

Una coppia che decide di rimanere unita dopo un tradimento per ritrovare davvero il proprio equilibrio ha bisogno di “andare oltre”, di “collaborare” senza usare recriminazioni, ma agendo nella totalità della scelta dell’unione. Altrimenti, l’alternativa è che tutti e due rimangano a lungo focalizzati sulla propria sofferenza. E finché entrambi, o solo uno, saranno chiusi nella recriminazione e nel dubbio, non si potrà parlare di coppia.

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